venerdì 15 maggio 2009

EZIO MAURO RISPONDE A BERLUSCONI

Grande articolo pubblicato oggi tra le pagine della Repubblica e che riguarda il botta-e-risposta fra Berlusconi e i giornalisti di Repubblica, che questa volta tramite la penna di Ezio Mauro eccellente giornalista controbattono alle accuse mosse dal Presidente del Consiglio nei confronti non solo dei giornalisti, ma anche dell’editore e dell’intero quotidiano.

Continua a scherzarci su il caro premier proponendo un’aria superiore e scettica verso quella che risulta essere fino ad ora la verità mai negata tramite prove evidenti; parla solo di invidia e di odio, di campagna denigratoria a pochi mesi dalle elezioni (perché è solo questo quello che importa a lui) e di attacchi fasulli che mettono a repentaglio la sua credibilità.

Facendo così però il Presidente del Consiglio ancora una volta scappa a gambe levate, non risponde minimanate a nessuna delle presunte domande che Repubblica tramite il suo giornalista D’Avanzo gli volevano porre, svia il discorso, come è solito fare su un qualcosa che non ha niente a che fare.

Mentre quegli italiani che aspettano da settimane ormai, di sapere la vera verità continuano a ricevere risposte nulle, svuotate del loro valore; ma che il premier sia bravo a sfuggire dalla verità per insabbiarla tramite i suoi avvocati o i suoi monologhi portati avanti nelle trasmissioni che si dicono di approfondimento politico, ma che alla fine non sono altro che la sua vera vetrina personale, questo lo si sapeva già.

Tutto il resto è campagna denigratoria, complotto o invidia e odio.

Le domande sono inammissibili: in Italia il giornalismo non prevede più da molti anni le domande, come diceva anche Travaglio nella sua storica intervista a “Satyricon” di Luttazzi.

È proprio vero, ormai nel nostro paese non c’è più una democrazia, fingiamo e c’illudiamo di vivere ancora in una democrazia, ma la verità è che non solo ci controllano e ci plagiano, ma che l’uomo che ci ha in pugno muove i fili di questo teatrino a suo gusto e piacimento.

In qualsiasi altro paese d’Europa uno scandalo simile avrebbe provocato l’allontanamento del soggetto in questione dal Parlamento, nel nostro invece Berlusconi si permette ancora di ridere in faccia alla verità non rispondendo a tutte le pesanti accuse mosse non solo dai giornali di sinistra, ma anche dai suoi quotidiano che forse senza volerlo lo infangano. A tutto ciò poi si aggiungono anche le tremende dichiarazioni della donna che, fino ad ora, ha vissuto al suo fianco e che sul suo conto dice "mio marito non sta bene, ho implorato coloro che gli stanno accanto di aiutarlo".

Non si ammettono voci contrarie alla sua, non si ammette che qualcuno giornalista o moglie che sia, dica in giro la verità, che tanto poi a coprila o a distrarre dall’accaduto i milioni di italiani che ancora dormono tra due guanciali spessi, ci sono poi i suoi rotocalchi che con foto scandalose, lo presentano come il padre-“papi” migliore del mondo.

E dove le mettiamo tutte quelle incongruenze e le molte voci contrarie sulla storia raccontata? , che fine faranno le affermazioni di Veronica Lario? Spariranno anche quelle come le veline dalle liste?

Che il Presidente del Consiglio sia bravo con le battutine basse e di poco gusto e basse, su questo non ci piove, che invece di occuparsi di questioni gravi, lui continui a fare promesse che tanto poi non manterrà a questo ormai ci siamo abituati, ma che ancora una volta la faccia franca, questo dovrebbe essere proprio inammissibile, perché significherebbe che ha vinto la sua battaglia, come poi credo che sia; perché in realtà siamo diventati tutti marionette nelle sue mani!.

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giovedì 14 maggio 2009

IL CASO BERLUSCONI

Un interessante articolo si legge oggi nelle prime pagine della Repubblica del 14 Maggio 2009 dal titolo: “Incoerenze di un caso politico”.

Nell’articolo in questione sono spiegati tutti i passaggi che hanno portato al nascere delle contraddizioni dell’ultimo periodo; si parla del presunto divorzio tra Berlusconi e la signore Lario; si parla del caso delle tante veline iscritte nelle liste del premier che aspettavano di essere elette e presentate alle europee, si parla infine del caso di Noemi Letizia e delle mille contraddizioni che attraverso le sue dichiarazioni Berlusconi ha fatto emergere e poi portato all’attenzione della stampa sia di sinistra che di destra.

Sono pubblicate, sempre su Repubblica di oggi, le dieci domande che il quotidiano avrebbe voluto porre al presidente del consiglio ma che non hanno mai avuto modo di essere poste in quanto il premier ora in un modo e ora nell’altro ha sempre cercato di sviare, fino a che ha lasciato cadere la cosa, come quando si è in difficoltà e non si sa da che parte andare.

È, una volta di più, scandaloso. Il premier, eletto dal popolo, dovrebbe essere esempio di coerenza e rettitudine morale, dal passato chiaro e limpido, e dovrebbe mostrare più di chiunque altro attaccamento ai valori di lealtà, e soprattutto di rispetto verso le Istituzioni.

Si procede per ordine, si passa dalle prime dichiarazioni della signora Lario, pervenute attraverso l’Ansa e precisamente quelle in cui la signora dice: “«Mio marito frequenta minorenni»; «Mio marito non sta bene» o ancora “Quello che emerge oggi, attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte le donne (...). Qualcuno ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido, quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore». (Ansa, 28 aprile, 22:31).

A queste accuse il presidente del consiglio ha risposto in maniera non sempre lineare anzi, parecchie volte si è contraddetto, altre si è smascherato, molte altre invece ha ritirato le sue affermazioni; tutti chiari simboli di chi mente spudoratamente e non ha forti basi su cui andare avanti. Non servono solo forti avvocati che lo difendono, ma credo proprio che il nostro premier abbia bisogno di andare a chiedere l’aiuto a qualche Santo.

L’articolo comunque non si ferma qui e oltre che pubblicare la dichiarazione dell’appena diciottenne Noemi Letizia, riguardante la sua vicinanza molto particolare al “papi”, pubblica in maniera cronologica le varie apparizioni sui quotidiani che appartengono o comunque sono vicini a Berlusconi, quali Il Giornale e Libero, con l’intento di smascherare il cosiddetto complotto della sinistra e chiarire una volta per sempre la verità sul caso delle veline in lista ma anche sulle circostanze tutt’altro che innocue della presenza di Berlusconi al compleanno di Noemi Letizia.

Altro che complotto, altro che sinistra o tutte bugie, qui si parla tramite testimonianze, usando fonti che non hanno colore, rosso nero, bianco che sia; quando la verità e scoperta allora che si fa?

In Italia funziona così, nonostante ci siano prove evidenti che dovrebbero incastrare Berlusconi per più di un reato e per più di una colpa inammissibile, se commessa dal presidente del Consiglio, nel nostro paese si continua semplicemente e tranquillamente (fatto ancora più scandaloso) ad andare avanti come se nulla fosse accaduto.

Noi siamo ancora nelle mani di un uomo che presenta dei chiari segni di squilibrio, ma che oggi come non mai è sempre più inattaccabile e intoccabile. Qualora lo si facesse, sarebbe sempre e comunque un complotto di comunisti o di toghe rosse.

Mi chiedo, cos’altro farà domani, il nostro caro presidente del Consiglio?

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mercoledì 13 maggio 2009

ITALIA vs ONU

Continua ancora in questi giorni il vero e proprio braccio di ferro fra l’Italia e l’Onu adesso rappresentata dalla voce del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon che si dice molto preoccupato sulla politica dei respingimenti intrapresa dall’Italia tramite la decisione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Come viene riportato anche sul Corriere della sera di stamani, è arrivata oggi anche la replica dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite (Unhcr) per i rifugiati, che da Ginevra ci fa sapere di aver scritto una lettera al Governo italiano affinché riammetta “quelle persone rinviate dall'Italia e identificate dall'Unhcr quali individui che cercano protezione internazionale».

Davvero imperdonabile si direbbe il comportamento del premier il quale, nonostante stia ricevendo ammonizioni e richiami su tutti i fronti, continua imperterrito a portare avanti la sua politica che nessuno approva, perfino il presidente della Camera Fini, che lascia intendere di essere su una linea diversa rispetto al presidente del Consiglio, fatto che fa presagire ancora una volta dei dissidi futuri fra i due.

Il nucleo centrale del discorso portato avanti da Berlusconi è quello secondo il quale alla base degli sbarchi clandestini ci sarebbe un’organizzazione criminale che gestisce lo “smercio” e sceglie gli uomini da imbarcare, fatto che Franceschini ha contestano amaramente in quanto sostiene che queste parole sono state pronunciate dal premier solo ed esclusivamente a scopo elettorale.

Ora come al solito tutto è finalizzato al raccoglimento del maggior numero possibile di voti, mentre le questioni principali continuano a venir accantonate e gestite in malo modo solo perché alla fine l’importante è fare presa sugli elettori parlando di sicurezza e salvaguardia del nostro paese e giocando sulla paura sempre più diffusa in Italia dell’ altro.

Certamente Berlusconi si sarà portato a casa un altro bel po’ di voti sicuri dopo la sua dichiarazione dall’Egitto; ma c’è da pensare, se addirittura l’Onu, si è scomodata per cercare di intervenire in merito a tale questione che continua a porsi ai limiti dell’assurdo, in quanto applicando tale politica dei respingimenti promossa dal nostro presidente del Consiglio, volente o nolente, l’Italia scavalcherà i diritti internazionali ed umani esistenti ormai dalla Convenzione del 1951 sui rifugiati.

Sempre dall’Onu arriva la protesta seconda la quale, come riporta ancora il Corriere della Sera, il principio del non respingimento non conosce limitazione geografica che sia l’Italia o qualsiasi altro paese appartenente all’Unione Europea.

Questo sicuramente la dice lunga sulla posizione in cui si è schierata l’Onu e non credo che ci saranno mai passi indietro da parte di quest’ultima perché significherebbe una grave sconfitta per un’organizzazione che fa dei principi fondamentali quali la cooperazione internazionale, il progresso socioculturale, i diritti umani e la sicurezza internazionale, i suoi principi fondamentali a cui l’Onu non deve e non può assolutamente rinunciare perchè nacque esclusivamente affinché si rispettassero sempre negli anni a venire.

Non credo sia il caso di interrompere un simile equilibrio solo perché Berlusconi ha deciso di applicare al nostro paese una politica del genere.

Mi chiedo dove andremmo a finire se alle prossime elezioni, il “papi” sarà ancora, nuovamente eletto...

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martedì 12 maggio 2009

IMMIGRAZIONE: QUALI SONO LE MOSSE

Continuano i dibattiti sulla questione ormai aperta da giorni e che riguarda la politica dei respingimenti degli immigrati che vengono in Italia.

Berlusconi porta ancora ostinatamente avanti la sua decisione affermando che, anche se si trova in questo momento in Egitto, Roberto Maroni “esegue accordi” presi da lui stesso.

Dalla sinistra intanto arrivano voci contrastanti dato che Franceschini si schiera in netta opposizione rispetto al premier affamando che portare avanti questo tipo di politica rappresenta una violazione dei diritti internazionali ed umani, Fassino e Rutelli si sono espressi a favore della politica dei respingimenti, mentre la Finocchiaro si dice senza parole, dopo aver ascoltato quelle del presidente del Consiglio.

In effetti sono state delle frasi molto forti quelle che si è lasciato scappare Berlusconi da Sharm el Sheikh, che classificano sotto un’unica categoria chi sbarca in Italia clandestinamente, ma precisamente afferma Berlusconi: "sono persone che hanno pagato un biglietto, non sono persone spinte da una loro speciale situazione all'interno di quei Paesi dove sarebbero vittime di ingiustizie".

A questo punto non rimane che chiedersi, ma il presidente ha mai guardato in faccia ad un clandestino? Come si fa a dichiarare cose del genere, se lo si legge negli sguardi di chi affolla le nostre strade svolgendo i più umili lavori, che quelle sono facce segnate dal dolore e dalla disperazione; lavorano, si arrangiano, alcuni di loro lottano per sopravvivere anche qui nel nostro paese mentre noi continuiamo a farli vivere fuori la società perché abbiamo paura di loro.

Nessuno si chiede qual è la storia di un immigrato? Nessuno si domanda cosa ha passato prima di arrivare qua, o cosa lo spinge ad accettare di compiere un viaggio in simili condizioni pur di scappare via dal suo paese? E queste poi non sarebbero circostanze che il premier ha definito “speciali situazioni di ingiustizia”? Se non queste, quali allora?

Mi sento in dover di spezzare una lancia a loro favore, perché non tutti gli immigrati sono parassiti o persone dalle quali stare lontano perché infondo non si sa mai...

Non ha tutti i torti Franceschini quando dice che stiamo veramente per varcare un limite che segna un non ritorno verso la violazione dei diritti umani.

Sicuramente come dice il presidente del Consiglio quella che sta dietro l’organizzazione degli sbarchi clandestini è un’organizzazione criminale, ma da qui a dire che chi sale su quelle barche è un criminale anch’egli, è veramente un passo troppo lungo considerando che per la maggior parte si tratta di donne e bambini che fuggono dai loro paesi d’origine per trovare solo ed esclusivamente un riparo.

E chi dice che l’Italia deve essere solo nostra? Chi stabilisce chi deve abitare un paese se non gli uomini stessi?

Non credo che spetti solo a Berlusconi decidere in merito.

Certamente la questione che si ricollega a questa è quella della sicurezza ed allora qui viene chiamato in causa il Governo che attraverso la figura del premier dovrebbe cercare di tutelarci dai mal intenzionati, ma non credo che la politica dei respingimenti sia l’unica soluzione.

Mi chiedo cosa farebbero quelle persone dopo giorni tremendi passati in quelle imbarcazioni non adeguate a trasportare gente, cosa farebbero tutte quelle donne, bambini e uomini che dopo aver affrontato una simile avventura sono costretti a ritornare a casa poi, sentendosi rifiutati, e dovendo abbandonare i loro sogni di libertà...

E noi, cosa faremmo?.

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lunedì 11 maggio 2009

ITALIA: IL PAESE DEI RESPINGIMENTI

Ecco cosa succede in un paese quando i valori positivi e moderni lasciano spazio ad altri che invece di far avanzare la società la riportano, al contrario, indietro negli anni ’40-’50.

Non basta il razzismo della lega verso gli stessi italiani, ora in Italia la vita è difficile anche per gli immigrati che fuggono dai loro paesi devastati dalle guerre e dalle carestie per cercare asilo laddove c’è più benessere.

Certamente in tempi di crisi ci si poteva aspettare che ci fossero delle chiusure, ma non fino a questo punto.

È veramente agghiacciante l’articolo pubblicato oggi su Repubblica in cui si leggono gli sviluppi della vicenda che vedeva coinvolti gli immigrati che sono stati riportati in Libia; d’ora in poi il governo ha deciso di verificare chi ha diritto o no di chiedere l’asilo per poter effettuare una vera e propria distinzione tra l’immigrato clandestino e chi invece chiede asilo.

In pratica si attuerà in Italia una politica di respingimenti in un tempo in cui nessun paese, di qualunque schieramento politico esso sia, ha deciso di negare un simile diritto.

“Respingere l’immigrato che vuole entrare clandestinamente- dichiara il presidente della Camera Gianfranco Fini - non viola il diritto internazionale. E' il diritto internazionale che lo prevede, ma è giusto che venga verificata la sussistenza dei requisiti per chiedere l'asilo prima di riaccompagnare il clandestino al paese da cui proviene".

Una posizione si direbbe molto più moderata, anche se inaccettabile per alcuni punti di vista, ma comunque lontana da quella senza alcun dubbio razzista ed estrema, che però non sconcerta, del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che recentemente ha dichiarato di "non volere un'Italia multietnica".

Sicuramente è questione di sicurezza ma da qui a parlare di respingimenti, è davvero un passo troppo lungo che sembra preoccupare e trovare un forte ostacolo anche nel Vaticano che dichiara che il multiculturalismo del nostro paese non solo è un dato di fatto, ma è anche un valore a cui non si deve rinunciare.

Insomma è proprio una vergogna, soprattutto se a riprendere i nostri rappresentanti interviene anche il Consiglio d’Europa, che attraverso il suo commissario per i diritti umani Thomas Hammarberg, ci fa sapere che "Respingere gli immigrati clandestini direttamente in Libia è un'iniziativa molto triste, che mina la possibilità per ogni essere umano di fuggire da repressione e violenza, ricorrendo al diritto d'asilo".

Non solo qui si parla di tristezza ma anche di violazione dei diritti umani, quei diritti innegabili di cui tutti gli uomini possono e devono godere qualsiasi sia il loro colore, religione, sesso o età, ma soprattutto ha fatto sapere l’Agenzia Onu, rappresenta anche la violazione di quel principio del non respingimento quando a chiederlo è gente bisognosa, per l’appunto i rifugiati.

E noi, attraverso i nostri rappresentati esattamente questo facciamo o faremo: violare i diritti di questi immigrati che giungono in Italia sperando di cambiar vita.

Certamente gli sbarchi sono continui e numerosi e sicuramente il problema di dove sistemare così tanta gente, è una questione reale e molto grave per il nostro paese, ma come ha dichiarato anche Hammarberg sicuramente in questo caso l’Unione Europea dovrebbe farsi sentire di più e cercare, per una buona volta di risolvere il problema degli immigrati soprattutto ora che è diventato molto più consistente.

Far sentire i confini in una così pesante maniera non è la soluzione giusta, ma affrontare la realtà senza negare quello che, per questa gente costretta a lasciare il suo paese, significa diritto a rifarsi una nuova vita.

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Blogumulus by Roy Tanck and Amanda Fazani